Villa San Marco tutta da scoprire
Pubblicato nel 2009 da Rosaria

Nov 14
Continuano gli scavi archeologici presso Villa San Marco a Castellammare di Stabia, per riportare alla luce l’ingresso principale della villa, una strada e un ulteriore villa adiacente.
Gli scavi sono iniziati nel 2007 con la collaborazione di vari enti tra cui: la Soprintendenza Archeologica di Pompei e la fondazione Restoring Ancient of Stabia nell’ambito del bando di progetto Sviluppo Sud promosso dall’ ACRI e cofinanziato dalle fondazioni di origine bancaria e casse di risparmio.
Ad oggi i lavori hanno portato alla luce l’ingresso principale della villa diverso da quello laterale e da cui si accede attualmente, che era dedicato ai mercanti che richiedevano favori o vendevano le loro merci ai ricchi proprietari, infatti all’esterno erano state realizzate due panchine dove poter aspettare il proprio turno. L’ingresso principale invece, è composto da un atrio con al centro un portico con un grande albero che ombreggiava l’ingresso, di cui è stato realizzato un calco in gesso del tronco. Sul lato sinistro si trovano una serie di Cubicula che venivano usati per conservare i vini, gli oli e gli alimenti della villa, al loro interno sono stati trovati vasi e cocci di anfore per conservare il cibo. Di fronte sul lato opposto sono ubicate due latrine usate probabilmente dalla servitù, poco distante c’è l’ingresso adornato da due colonne che si affaccia sull’antica strada che conduceva al porto. Anche quest’ultima ben conservata termina con un arco e una serie di scalini, ai lati sono ancora visibili gli scoli dell’acqua piovana. Di fronte a Villa San Marco sono state riportate alla luce gli ambienti di un’altra villa denominata Cappella San Marco, anche questa già conosciuta ed esplorata durante gli scavi di Stabia voluti da Carlo III di Borbone nel 1749.

Come per le esplorazioni delle altre ville di Stabia, la spedizione borbonica aveva il compito di reperire i reperti più importanti e più belli quali: statue, mosaici, affreschi e oggetti preziosi e disegnare le planimetrie degli ambienti esplorati. La tecnica utilizzata era quella di effettuare dei grossi cunicoli che giungevano alle ville, poi proseguivano sotto terra nei vari ambienti disegnando tutto ciò che vedevano e portando fuori i reperti di valore. È grazie alle planimetrie e disegni realizzati dall’ingegnere a capo della spedizione, Karl J. Weber che conosciamo dimensioni e ubicazioni delle ville stabiesi. Anche il prof. Libero D’Orsi, nel 1950 usò i diari di scavo e le planimetrie per individuare le ville e iniziare gli scavi nei quali furono ritrovati gli ambienti di Villa Arianna, il Secondo Complesso e Villa San Marco. Gli scavi continuarono per un decennio, i reperti che venivano fuori dalle ville vennero conservati nell’Antiquarium stabiese posto sotto le scuole medie Stabia di cui il prof. D’Orsi era preside. Vennero individuate anche la Villa del Pastore e altre ville presso Gragnano, ma poi per mancanza di fondi, gli scavi furono interrotti e ciò che non poteva essere preservato venne ricoperto.
Oggi a distanza di 50 anni gli scavi sono ripresi con l’obiettivo di realizzare un parco archeologico che colleghi villa San Marco a Villa Arianna e che riporti alla luce le altre ville sul pianoro di Varano come: Cappella San Marco in corso di scavo, Villa del Pastore posizionata nel mezzo e Villa di Anteros ed Heraclo i cui resti sono stati rinvenuti nel 2006 a seguito di alcuni lavori di pulitura della collina di fronte i campetti di calcio, nuovamente ricoperti dalla vegetazione per mancanza di fondi. Il progetto è promosso dalla fondazione italoamericana R.A.S. che in collaborazione con Soprintendenza Archeologica di Pompei dal 2001 opera per la salvaguardia e la promozione degli scavi di Stabia in tutto il mondo.
Nel 2007 sono stati già stanziati Euro 904.910,00 + iva per la realizzazione di un complesso di servizi: biglietteria, parcheggi e uffici per il nuovo ingresso di Villa San Marco. Inoltre nell’incontro di mercoledì 28 settembre presso l’auditorium di Pompei sono stati finanziati anche i lavori per le coperture della villa e delle nuove strutture.
Si spera solo che tutti questi interventi siano fatti per ridare alla città gli scavi che da troppo tempo Stabia ha dimenticato.

