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Un medico in famiglia 6





Un medico in famiglia 6

Si e’ da pochi giorni conclusa l’ennesima serie di “Un medico in famiglia” confermando gli ottimi risultati dalla serie; il  produttore, infatti, ha lasciato intendere che vorrebbe produrre una nuova stagione di questa fortunata serie; in tutta sincerità, stonerebbe riproporsi tra qualche anno, visto che era stato detto che questa sarebbe stata l’ultima serie in assoluto, e si è tentato in tutti i modi di riportare sul set esattamente tutti gli attori della primissima serie.

Il mondo fatato di “Un medico in famiglia” ha fatto gioire e sognare, nonché a volte preoccupare i telespettatori incollati al televisore, per poi dedicarsi al commento tecnico delle vicende verosimilmente reali, viste sul piccolo schermo. Quest’ultima serie sembra si sia allontanata con quanto accaduto nelle precedenti, dà l’impressione che, a conclusione delle due prime serie si sia proseguito con quest’ultima, lasciando le altre in cui mancavano Lele Martini (Giulio Scarpati) e altri protagonisti in un’altra linea temporale, che ha per protagonista un nonno sempre più anziano anagraficamente ma ringiovanito a tal punto da vincere le elezioni per il neo comune di Poggiofiorito, ex borgo della capitale, e badare ad un famiglia sempre più numerosa.

Un medico in famiglia 6

Questa serie è stata caratterizzata dai matrimoni inconclusi: si parte da quello  sfumato di Ciccio (Michael Cadeddu) e Miranda (Federica Sbrenna), abbandonato poi sull’altare, si passa per la crisi del settimo anno tra Guido (Pietro Sermonti) e Maria (Margot Sikabonyi), per poi concludere in bellezza al ritmo di due matrimoni e tre quarti al giorno, giusto per contenere le spese di eventuali rinuncie. Passano indi per l’altare Libero (Lino Banfi) ed Enrica (Milena Vukotic), i cosiddetti nonni, Ciccio e Tracy (Tresy Taddei); Guido e Maria faranno infine pace mentre Lele, grazie all’aiuto dei loro rispettivi figli, ritrova la sua lei, Bianca (Francesca Cavallin), la cioccolattaia dirimpettaia di casa Martini nonché sorella dell’amico Giulio (Ugo Dighero).

E mentre Lele, l’inguaribile Peter Pan alla ricerca della donna che non c’è, va a zonzo per mezza Europa per lavoro e per donne, il mondo fatato di questa serie fa si che i propri protagonisti se la cantano e se la suonano, restando comunque vincenti e, cosa più importante, uniti in qualsiasi situazione.


Un medico in famiglia 6

Da dietro le quinte della selezione per Sanremo Giovani è Annuccia (Eleonora Cadeddu) a prendere in mano la situazione per salvare l’esibizione dell’amica, avendo i tecnici dello staff e presentatore del tutto ignari della situazione; Lino Banfi, nelle vesti di nonno Libero, dà poi sfogo alle sue doti di intrattenitore per la gioia della platea e di mezza Italia.

Le storie d’amore vissute da Ciccio tuttavia non rispecchiano un’Italia moderna (nonostante i nonni lo siano), visto che, a prescindere da tutto, è il matrimonio al comune e in chiesa il tema centrale. Infatti, alla prima del matrimonio, i due giovanissimi Ciccio e Miranda avevan deciso per le nozze. Sfumato il primo matrimonio con il tentativo di riconquista da parte di Miranda dopo, sfiorando delle annoiate nozze al comune, subito dopo Ciccio torna a caccia della sua lei che trova presso il maneggio in cui lavora: tutto fatto, nell’ultima puntata si sposano senza nemmeno pensare a come hanno vissuto la loro storia e come hanno maturato la decisione di sposarsi. Sarebbe stato più credibile e al passo dell’Italia di oggi se i due avessero deciso per la convivenza, magari con l’obiettivo di sposarsi più in là. Non son da meno Dante (Gabriele Cirilli) e Melina (Beatrice Fazi), alla ricerca di un qualcosa per vivere agiati e potersi finalmente sposare, ma loro due, si sa, appartengono ad una generazione più vecchia.

Un medico in famiglia 6

Interessante lo spunto de “l’Isola dei coraggiosi”, il classico reality affrontato da Giulio, l’amico di Lele. Durante le puntate di questo reality si delineano in chiave comica i tratti salienti dei presentatori e dei partecipanti dei reality nostrani, a partire dalla Ventura per finire con la scollatissima Alessia Marcuzzi. Un unico appunto: i concorrenti del reality firmato “famiglia Martini” erano poco deperiti e troppo in forze e in carne, a parte capelli e barba lunghi poco curati di Giulio, sembravano in gita nelle spiagge di Ostia. Molto divertente l’apparizione di Lele sull’isola: il classico dottore di famiglia con la classica borsa da medico che va a fare le visite a domicilio.

La carriera di Lele però è stata tutta un’ascesa inarrestabile: da medico di una ASL di Roma, a ricercatore in Francia per studi di interesse internazionale, con tanto di conferenze importanti e pubblicazione di propri libri. Stupefacente anche quando, per telefono, sia Lele che i propri collaboratori sono riusciti a parlare al telefono correttamente lo spagnolo con uno dei dottori che stava organizzando una ricerca in piena Patagonia.

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Maria e Guido, durante la seconda metà della serie, hanno messo un po’ in tensione gli Italiani, mettendo su una crisi di coppia al settimo anno di matrimonio dopo la gioia della loro prima bimba, Paola. Già dal parto, la crisi era in agguato, visto che Maria scelse il nome della nascitura in onore di una propria paziente,  senza però consultare il marito Guido: ci rimase un po’ male, ma la gioia di una figlia che nasce è comunque grande. Ma Maria non si arrende, e inizia a trascurarlo, barattandolo con il lavoro e la figlia neonata. Il povero Guido cerca in tutti i modi di starle comunque vicino, assistendola, prendendosi ferie per stare con la bimba e dando la possibilità alla moglie di riprendere il lavoro… Nel film sembra più che altro una ragione di vita prendersi cura di alcuni bambini con forti problemi psichiatrici e sociali. Data la nobiltà di questo suo lavoro e il tempo che la bimba le sottrae, ha trovato giusto che Guido fosse relegato al terzo posto, se non più giù, da usare e consultare soltanto quando non riusciva a seguire entrambe le sue due neo passioni. Nonostante gli avvertimenti di Ave (Emanuela Grimalda), la mamma ritrovata di Guido, per troppe puntate Maria ha fatto di testa sua. Indi il tradimento da parte di un marito trascurato (e poi pentito) ha delle solide basi costruite dalla moglie. La durezza di Maria nei confronti della persona che prima diceva di amare, forte che dal canto suo è stata sempre corretta e giusta, di certo non migliora la situazione, degenerando poi con la richiesta di separazione. Queste vicende sono poi contornate da eventi di pura follia, durante i quali insulta l’amante e le danneggia lo scoteer, lascia casa Martini per trasferirsi con la bimba nell’appartamento ristrutturato acquistato da Guido qualche serie fa, si arrabbia coi propri nonni i quali, per un disguido, invitano Guido al proprio matrimonio ignorando la richiesta della nipote di non invitarlo – ma non si è liberi di invitare chi si vuole in occasioni simili? -. Questa moglie e madre preferisce piangere da sola e di nascosto, esternando poi un carattere duro condito dalla testardaggine delle proprie convinzioni verso i propri cari, e soprattutto, verso suo marito, il quale ha visto di fronte a sé non più una moglie, bensì un muro di cemento armato che non perdona. A risolvere tutto, ci pensa papà Lele, il quale riesce a fare breccia nel muro eretto da Maria, e a farla ragionare. Infine Maria si domanerà se effettivamente Guido era l’unico responsabile della crisi e se lei era in grado di perdonare e di assumersi le proprie responsabilità.

Una delle ultime scene della puntata hanno visto Lele quasi sindaco nonché funzionario per la celebrazioni dei due matrimoni dei rispettivi padre e figlio. In effetti a Lele mancava solo di indossare la caratterstica fascia tricolore tipica dei sindaci nostrani e di poter celebrare matrimoni (non uno, ma due). Scandalo evitato, gli Italiani ben pensanti incollati al televisore hanno potuto vedere una sfilza di baci a tutte le età di quasi tutte le coppie della serie, durante il discorso di Lele – sindaco, purtroppo tranne quello di Oscar (Paolo Sassanelli) e del suo compagno, pubblicamente dichiarati, poichè una delle loro colleghe e amiche si era letteralmente messa in mezzo, prendendo così in una volta ben due baci sulla guancia. Questo è stato un chiaro segnale di regresso e di discriminazione.

E la fine di ogni storia arriva sempre, e questa si è conclusa poi con una magnifica festa non più a casa Martini, ma direttamente nella strada di fronte la casa, con canti, balli, musica e bei sorrisi in faccia. La domanda che si rivolge soprattutto a Lino Banfi è sempre la stessa: “ci sarà un seguito?”, forse sì, forse no, ma il grande Lino Banfi risponde alla nonno Libero: “una parola è troppa e due sono poche!”.

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