Il premier Silvio Berlusconi colpito al viso da un manifestante
Pubblicato nel 2009 da Andy

Dec 14

Berlusconi aveva finito il suo comizio per la festa del tesseramento del PdL e, mentre salutava la folla festante e firmava autografi, è stato raggiunto in pieno volto da una statuetta del Duomo di Milano, tipico souvenir del posto. Inizialmente si pensava ad un pugno, lanciato da un uomo di 42 anni con problemi psichici che si era mischiato tra i sostenitori del PdL, subito dopo arrestato dalla polizia.
Il Premier, con il volto sanguinante, nonostante le guardie lo stessero portando via in auto, si è mostrato alla folla per salutarla, per poi esser trasferito all’ospedale San Raffaele rimanendo cosciente per tutto il tempo. Il Premier sanguinava copiosamente al volto, e l’aggressione gli ha causato due denti fratturati, una ferita lacero – contusa e setto nasale rotto.
La polizia ha salvato l’aggressore, un certo Massimo Tartaglia, dal linciaggio della folla che nel frattempo lo aveva riconosciuto e fermato. Da circa dieci anni era in cura, e, a detta della questura, apparentemente sembra un gesto da parte di uno sbandato senza aver collegamenti di sorta a gruppi estremisti e terroristi di sinistra. Insieme alla dottoressa che lo ha in cura, la polizia sta cercando di capire i motivi di tale barbaria nei confronti di una persona nonché carica istituzionale di rilievo. Il padre dell’aggressore ha confessato che sia lui che la sua famiglia votano PD, ma che non provavano odio verso il Premier… Dei vicini di casa dell’aggressore han testimoniato che negli ultimi tempi era peggiorato, sentendolo a volte urlare.
Episodi del genere difficilmente accadono, e questo, insieme ad altri segnali, è sintomo che l’Italia è un Paese dai non pochi problemi democratici. Insulti, odio, astio, calunnie, nessun dialogo o confronto… Il dibattito civile tanto richiamato dal Presidente Napolitano è tristemente naufragato dopo l’aggressione ai danni del Premier.
E, mentre Di Pietro avrebbe potuto risparmiarsi di dichiarare qualcosa come “no alla violenza, ma Berlusconi la istiga”, dopo aver aizzato le persone inneggiando alle famose lotte di classe e di piazza contro la figura del Premier e del suo governo poi, dal mondo politico arrivano espressioni di vicinanza al Premier. Tuttavia per Fini quelle di Di Pietro sono parole inaccettabili mentre il direttore del Tg4 ha dichiarato che Di Pietro non parlerà mai più in quel telegiornale, come per sottolineare “libertà di parola ok, ma non a chi istiga la violenza e l’intolleranza“.
Molte persone su facebook acclamano l’aggressore e alla sua barbaria, diventato eroe presso certi gruppi non propriamente moderni in quanto a ideologie e per nulla civili, non passerà molto tempo prima di vedere un fiume di torce accese e forconi dirigersi verso Roma… Meno male che non tutti gli Italiani sono così.

