Pieni poteri al presidente Obama
Pubblicato nel 2009 da james in Internet, Società | No Commentapr 8
Sarebbe possibile un mondo in cui una persona può avere accesso alle banche dati di tutti i siti web avendo cosi accesso a dati strettamente personali violando cosi la privacy rendendola praticamente nulla? Secondo lo stato americano si… Almeno per chi ha proposto il primo aprile 2009 questa legge all’approvazione del Senato americano, la quale decreterebbe che la persona che avrebbe accesso a questi dati sarebbe il presidente degli USA. La data di presentazione della legge aveva addirittura fatto pensare ad un pesce d’Aprile, visto che la proposta sembra davvero incredibile ma invece i senatori John Rockfeller e Olympia Snowe fanno sul serio.

La legge darebbe pieni poteri di traffico internet al presidente in carica, quindi Barack Obama gestirebbe la rete fino a chiuderla verso network di aziende private se queste ultime dovessero essere a rischio di attacchi informatici. Nonostante appunto questa idea di legge sia nata appunto per prevenire e salvare i dati contenuti dei siti, permetterebbe anche al presidente americano di usufruire di tutti i dati degli utenti di questi siti a rischio, andando contro la Costituzione americana (come fanno notare anche da Electronics frontier foundation) ed eliminando in pratica la privacy. Inoltre tutti questi dati servirebbero allo Stato americano di scoprire se nella rete girano attività illegali e di usare qualsiasi prova presa da queste informazioni per “incastrare” gli utenti illegali.
Già la notizia ha fatto il giro del mondo trovando pochi consensi e molti malumori e proteste data la negazione alla libertà e alla privacy dei cittadini americani. D’altro canto i senatori difendono la loro proposta perchè dichiarano che l’unico modo per difendere la rete dagli attacchi è quello di approvare questa legge.
L’accordo più giusto secondo me potrebbe essere quello di dare tutto il potere al presidente per quanto riguarda la chiusura di traffico ai siti a rischio evitando però che egli possa accedere a tutti i database dei network e quindi ai dati personali degli utenti, salvaguardando cosi la privacy.
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