
Cosa accade se non rinnovassimo il canone RAI entro i termini previsti? Qual’è il termine ultimo per rinnovare il canone RAI? Secondo il sito degli abbonamenti RAI, scatteranno delle sanzioni amministrative e sono anche previste delle more da pagare utilizzando dei bollettini di c/c previsti per l’occasione: la RAI non perde mai un colpo; e, inoltre, corre ai ripari e si giustifica nei confronti della platea.
Infatti la RAI notifica che il canone è la tassa sul possesso di apparecchi “atti o adattabili alla ricezione tv” più bassa d’Europa, secondo le stime pubblicate dalla stessa RAI, al seguente link: Il canone in Europa. La domanda sorge spontanea: perché non eliminarlo del tutto, se per la RAI rappresenta un introito così basso rispetto alle “colleghe” Europee?
Che sanzioni sono previste?

Il canone RAI ormai scaduto va pagato mediante il bollettino di c/c 1107, il cui importo va modificato in base al ritardo maturato. Qui segue la lista completa, consultabile anche sul sito della RAI, cioè alla voce Pagamenti effettuati in Ritardo. Il canone RAI quest’anno ammonta a 109€, da aggiungere poi le sanzioni amministrative previste.
Se il ritardo:
- è inferiore ai 30 giorni, la sanzione amministrativa è pari a 4,29€;
- superiore a 30 giorni la sanzione ammonta a 8,58€.
Per chi è in ritardo di oltre sei mesi, scatterà la mora dell’1,375% per ogni semestre di ritardo maturato. Tali somme sono da versare sul c/c postale n. 104109 intestato al S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – TO.
Inoltre, “se l’utente non rinnova nei termini stabiliti, il S.A.T provvederà al recupero bonario. Successivamente, il recupero coattivo (Cartella esattoriale) sarà eseguito dal Concessionario della Riscossione – Decreto legislativo n. 46 del 1999.“ (da: RAI).
E per chi non deve pagare?

…Avrebbe dovuto pensarci qualche mese fa, per dimostrare che non si possiede l’apparecchio o che aspetti per la suggellazione dello stesso. La RAI sarà implacabile rispetto a quanto le è dovuto – come tutti del resto – , e in questo caso faremmo bene a pagare poiché, in questa sede, non avremo niente dalla nostra parte. Per dimostrare il nostro diritto, avremo a disposizione un altro anno, facendo le cose per bene, indicando che si è esenti dal canone, seguendo le procedure indicate dal sito RAI, in ogni caso non oltre il 31 dicembre prossimo.
Si può fare disdetta solamente nei seguenti casi, così come indicato dal sito RAI:
- “L’abbonato cede tutti gli apparecchi in suo possesso dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore”.
- “L’abbonato comunica di non essere più in possesso di alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o incendio)”.
- “Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi”.
In qualunque caso di disdetta, si dovrà mandare raccomandata o comunque comunicare con l’Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 – S.A.T., secondo quanto indicato dai vari Regi Decreti del 1938.
Si ricorda che, “in mancanza di regolare disdetta, l’abbonamento si intende tacitamente rinnovato. (R.D.L. 21/02/1938 n. 246)”: quindi attenzione.
E per suggellare l’apparecchio televisivo?

La Guarda di Finanza solitamente dovrebbe provvedere a suggellare l’apparecchio televisivo; questa operazione consiste nel chiudere l’apparecchio in un sacco sigillato. Molte volte però, una volta fatta debita richiesta di estinzione del canone, difficilmente la Guardia di Finanza si prenderà cura del vostro apparecchio, lasciandolo a pieno titolo attivo.
A volte gli aspiranti ex-abbonati chiedevano la suggellazione dell’apparecchio solamente per la ricezione dei canali RAI, lasciando l’apparecchio in balia di tutte le restanti emittenti. Purtroppo queste richieste venivano respinte, in quanto il canone riguarda il possesso di almeno un apparecchio televisivo “atto o adattabile”, e non riguarda la ricezione dei canali RAI solamente; anche se, la dicitura “canone RAI” trae in inganno, e sembra che sia un abbonamento per la televisione di Stato, oltre che la RAI solamente pubblicizza il rinnovo del canone.
È come se il possesso dell’apparecchio e la ricezione dei programmi RAI fossero la stessa cosa, e l’utente finale potrebbe non comprendere appieno quest’ennesima nebbia sul canone.
Il canone, quindi, si paga per la detenzione degli apparecchi, e non per la ricezione dei canali RAI, così come avviene per le pay TV, che si paga un abbonamento per guardare quella televisione, altrimenti non si paga. La RAI è l’unica emittente televisiva che ricorda di rinnovare l’abbonamento, poiché è l’unica voce del servizio pubblico (?), l’unico canale di comunicazione che ha lo Stato nonché l’unica via per poter entrare nelle case degli Italiani.
Fonte Immagini: buraku.org – fiscaleweb.com – economiaepolitica.it – orpheus.ilcannocchiale.it
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