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Il Mondo dei Replicanti al cinema

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Il Mondo dei Replicanti

Si sa, quando c’è da salvare il Mondo, Bruce Willis non si tira certamente indietro. Ed eccolo impegnato in una pellicola made in USA firmata Jonathan Mostow, con cui mette in risalto, tra un colpo di scena e l’altro, un po’ la vita degli ultimi tempi, richiamando non pochi elementi mediatici di rilievo.

Di che film si tratta? Il titolo già dice tutto: dei replicanti, delle repliche, delle copie di ogni essere umano create ad hoc, che vivono al posto suo, rischiano al posto suo, muoiono al posto suo… Il sistema delle repliche viene messo sotto scacco da un doppio omicidio: replicante e relativo proprietario collegato ad esso. Fin qui la trama è stata sviscerata ovunque durante la presentazione e la critica di questo film.

Il nostro eroe con il doppio ruolo di replicante ed essere umano, nonché protagonista della pellicola insieme a Radha Mitchell, potrà infine salvare il mondo alla sua maniera: colpi di scena, effetti speciali, e tante altre sorpresine.

Cos’è che rende questa pellicola speciale?

Blade Runner

Andando indietro nel tempo, può venire alla mente il cult-movie di settore: Blade Runner. La sua trama è per molti versi simile a questa, non copiata, ma riprende alcuni concetti fondamentali della filosofia della vita umana. In Blade Runner, si ha un’atmosfera futuristica sempre buia, confusa, nella quale dei robot simili agli esseri umani li sostituiscono per lavori faticosi e pericolosi, via via diventeranno incontrollabili poiché prenderanno coscienza di sé e del mondo che li circonda. In Il Mondo dei Replicanti, esistono dei robot che riprendono le sembianze umane per sostituire il rispettivo proprietario.

Matrix

Gli uomini si collegano ad una macchina e il replicante prende vita, in tutti i sensi e trasferisce la sua percezione alla mente del collegato. Nella trilogia Matrix, anch’esso un cult di nicchia, si hanno gli esseri umani che si collegano ad una Rete utilizzando una macchina, e che ricevono la percezione del mondo virtuale direttamente nel proprio cervello.

Le minime differenze tra le due pellicole sono le seguenti.

In Matrix, se si muore quando si è collegati, anche il corpo muore; ne Il Mondo dei Replicanti questo non avviene: muore solo il replicante. In Matrix abbiamo un mondo virtuale, ne Il Mondo dei Replicanti invece abbiamo i robot che vivono nella stessa realtà degli esseri umani. Entrambi i film raccontano dei ghetti arretrati tecnologicamente che non accettano la nuova filosofia di vita, cioè quella di avere qualcun altro che vive al proprio posto; in questo caso però, le persone volontariamente (o perché indotti dalla pubblicità) si dotano di replicante; in Matrix invece gli esseri umani nascono in catene e, nel momento in cui prendono coscienza della loro condizione di prigionia, tentano di uscire e di combattere il sistema.

Second Life

È tempo di avatar. Una parola simile si era vista non solo nelle community online e nei social network, ma anche in un gioco intitolato Second Life, firmato Linden Lab. Qui gli avatar sono una sorta di replicanti inseriti in una realtà virtuale: un successo nei suoi primi anni di vita, adesso assorbito dai più come un evento normale. Ci viene in mente Second Life poiché la pubblicità che viene bombardata nel film interpretato anche da Bruce Willis, enfatizza i pro nell’avere un replicante; una cosa simile si vedeva anche in Second Life, in cui gli avatar si permettevano il lusso di fare e dire ciò che in realtà non si farebbe o non si potrebbe fare.

Questo film, nonostante i forti richiami a temi attuali che affondano tuttavia anche nel passato, è stato stroncato dalla stampa, come riporta questo articolo: La Critica USA Boccia BRuce Willis. È scontato catalogare il film come una classica americanata tipica di Willis & co., ma in questo caso è stata rincarata la dose dai suoi stessi connazionali additandolo come un film deludente, che non può nient’altro che un film da intrattenimento destinato a cadere nel dimenticatoio.

monkeyrobot1

La realtà raccontata da questo e dagli altri titoli non è così lontana come si possa pensare. In Giappone, a fronte di un costante invecchiamento della popolazione, si fa ricorso a dei robot casalinghi via via sempre più sofisticati e abili nell’assistere le persone anziane e nelle faccende casalinghe. Solitamente le Nazioni incrementano l’immigrazione così gli anziani possano assumere delle colf umane…

Esistono anche dei dispositivi che permettono ai disabili di poter vedere o sentire ad esempio, o ancora un elmetto che riesca a captare gli impulsi inviati dal cervello, a codificare il comando, per poi inviare il tutto ad un computer che ne esegue l’operazione richiesta; gli esperimenti includevano la capacità di muovere una mano meccanica. Particolare interessante era che, non solo l’elmetto dovesse essere in grado di leggere gli impulsi inviati dal cervello, ma che il cervello dovesse anche imparare ed affinare i comandi da inviare affinché la mano meccanica si muovesse con precisione.

Imparare, apprendere, una caratteristica squisitamente umana, che ci differenzia ancora da tutto questo mondo e che ci rende umani.

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