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I giornali contro Google





I giornali contro Google

E’ ormai risaputo della protesta che stanno mettendo in atto le piu’ importanti aziende di giornalismo contro il colosso del web . Il malcontento nasce dal fatto che secondo questi colossi di informazione l’azienda di Mountain View non gli riserva dei trattamenti privilegiati nei risultati di ricerca. La critica vera e propria e’ quella che Google non farebbe distinzioni tra articoli originali e articoli per cosi dire “riusati” da siti web satellite o blog.

L’articolo di Advertising Age e’ la conferma della protesta alla quale partecipano niente di meno che ESPN, Business Week, Wall Street Journal e lo stesso New York Times. La richiesta e’ avere dei risultati di ricerca che differenzino notizie originali da quelle di “seconda mano” in modo da eleminare i benefici tratti da chi riutilizza le notizie premiando invece chi fa degli sforzi notevoli per garantire l’informazione.

La posizione di Google, che come tutti sanno penalizza i contenuti copiati e riutilizzati senza che la fonte sia citata, e’ per adesso neutra e dichiara che c’e’ del valore nei contenuti originali ma questo non significa che non ci siano dei valori nei contenuti riutilizzati anche perche’ i contenuti originali hanno anche loro delle origini non sempre chiare.

Comunque la forma di protesta sara’ posta su tavolo quando il 30 di Aprile quando ci sara’ l’incontro tra Google e gli editori grazie al comitato stesso di Google: il Publishers Advisory Council.

La notizia ha preso corpo in rete e i dibattiti sulle varie decisioni che Google potra’ prendere si stanno accendendo.  Se da un lato i giornali hanno ragione sul fatto che le fonti che danno la notizia per primi ed in esclusiva debbano avere maggiore importanza, d’altro canto molti esperti del web non condividono la protesta basata sul fatto che le testate giornaliste ritengono i propri articoli professionali a discapito di quelli pubblicati in rete da siti meno importanti.

D’altronde dare maggiore fiducia a siti importanti e’ quello che Google ha da qualche anno cercato di attuare con l’introduzione del trustrank, a discapito del pagerank. Evidentemente se nei risultati di ricerca compaiono siti meno importanti di quelli ufficiali di testate giornalistiche e’ perche’ il motore di ricerca li ha considerati piu’ autorevoli e si sono meritati col passare del tempo tempo la sua fiducia.

Staremo a vedere come va a finire I giornali contro Google


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