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Genoa – Valencia: un colpo di testa per Bruno





Genoa   Valencia: un colpo di testa per Bruno

È raro vedere nel mondo del pallone un calciatore che si faccia veramente male e che soprattutto non faccia scena giusto per ottenere quel rigore o quel cartellino ai danni dell’avversario, e magari chissà, ad ogni lamento quei zeri in più sul proprio conto come premio.

Notoriamente, i calciatori, appena toccati nel loro amor proprio anche dalla sola presenza innocua dell’avversario durante il dribbling finale della loro carriera o in questa o quell’altra azione degna di un campione, possono sentirsi mancare e cadere rovinosamente a terra, mentre altri rincorrono il pallone incuranti del ferito a terra. E cosa fare? Largo ai piagnistei e ai lamenti, il mondo del pallone si ferma e guarda attonito quel poveraccio che s’è fatto veramente male… Ovvio, l’arbitro ha fischiato, non facciamolo pentire anche se la caduta è stata del tutto teatrale. Non tutti son così per fortuna: molti infatti, pur spaccandosi le ossa delle gambe e delle ginocchia, continuano a lottare per quella palla che comunque finirà a bordo campo, e questo perché l’arbitro non ha fischiato minimamente per l’ipotesi di fallo: a che pro, indi, fare scena a terra?

E ancora, non tutti son come questi giocatori qua (stimati al 99,9%): esiste una terza categoria, quella rappresentata da un certo Bruno, giocatore del Valencia, il quale ha subito sulla sua testa i postumi di una fucilata bella e buona. L’avversario del Genoa spara una cannonata da fuori area dopo una serie di rimpalli nell’area del Valencia, a seguito di una punizione durante il primo tempo. Il pallone tocca miracolosamente la porta senza entrarvi e poi, al momento della fucilata, l’eroe Bruno decide delle sue sorti. Difendere la porta a costo della propria vita?
Bruno ha scelto per non arrendersi al tentativo di goal del Genoa, ha scelto di sacrificare se stesso per una causa ben più nobile e grande della sua stessa vita… Si posiziona e riceve in piena testa quella fucilata, deviando così la palla a bordo campo, mentre il nostro eroe del Valencia si accascia a terra, per non muoversi più.

Rimane a terra circa dieci minuti, il gioco si ferma, lo stadio si ammutolisce. I sanitari lo soccorrono increduli ma Bruno non si muove, è accasciato a terra, s’è fatto veramente male e non sta fingendo per invocare chissà quali pene dall’arbitro. Dopo un po’ si riprende grazie ai sanitari, si rialza un po’ barcollante e non proprio sicuro di sé: il peggio tuttavia è passato.

Nei momenti successivi all’incidente, il Genoa tiene il Valencia sotto scacco attaccando come dannati, finché poi non rientra Bruno, ripresosi del tutto, o così sembra. Ma si sa: le botte in testa dopo poi giocheranno dei brutti scherzi. Alla prima marcatura butta a terra l’avversario e conquista il pallone, e per poco non lo prende in mano per poi scappare via dallo stadio in preda ad una crisi epilettica. Proteste del Genoa, il gioco procede.

Per la cronaca la partita finisce 2 a 1 per il Valencia al Ferraris di Genova con gol di Saltor, Crespo e Villa che ha anche fallito un di rigore sul punteggio di 1 a 1.

L’opinione pubblica è spaccata sulla fondatezza di alcune teorie avvalorate da studi scientifici e rese note poi da alti organismi calcistici, in cui si delinea che i colpi di testa dati al pallone, sia nel caso di Bruno che di altri ben più morbidi, non danneggiano minmamente il cervello dei calciatori, anzi in taluni casi ne migliora la salute. Lo studio è stato condotto su un campione di calciatori, abituati a questo genere di attività. La federazione Olandese non ci crede molto e vieta i colpi di testa ai minori di 16 anni, come per sottolineare: “ok, avete fatto degli studi su calciatori maturi, indi come potrebbero danneggiare un organo che non hanno usato ormai più da troppo tempo? Proteggiamo invece chi un cervello ce l’ha ancora, e cioè i nostri ragazzi under 16!”

E voi: siete parati dai colpi di testa?


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