Come disabilitare il routine check all’avvio di Ubuntu
Pubblicato nel 2010 da Andy

Jan 8

Cos’è il routine check dei drive? Perché avviene periodicamente all’avvio? Il routine check dei drive serve a proteggere i dati contenuti dai nostri HD; il controllo viene effettuato all’avvio di Ubuntu poiché può esser eseguito soltanto a partizioni non montate. Non è stato fatto per annoiare o scocciare gli utenti che, inesorabilmente, attendono la fine del controllo – a volte lungo -. Con Ubuntu 9.10 sembra che il routine check sia effettuato a intervalli più stretti rispetto alle versioni precedenti, e questo contribuisce ad annoiare gli utenti – infatti potrebbero pensare “si, è veloce ad avviarsi, ma si pianta spesso e volentieri in questo controllo” -.
Come risolvere? Esiste un modo sicuro per risolvere che non compromette la sicurezza dei dati?
Come detto, il controllo viene effettuato con una certa frequenza, misurata in mount (montaggio) di partizioni; con l’avvio di Ubuntu si ha un mount delle partizioni – solitamente / (root), ma anche di /~ e /var posizionate su diverse partizioni -.
Inizialmente, quando si avvia il check, forse in pochi hanno notato che il primo messaggio è un avviso dell’avvio del routine check, e che se cliccassimo sul tastino Esc per saltare la procedura durante quella schermata, non faremo altro che accedere invece alla shell di manutenzione, vale a dire al terminale, interrompendo il check e l’avvio di Ubuntu con l’ambiente grafico. Si può risolvere a questo piccolo errore semplicemente cliccando ctrl + D, oppure loggando di shell e digitando il seguente comando:
sudo reboot -h now
questo comando farà riavviare il computer.

Una volta avviato in qualche modo la nostra Ubuntu, cosa possiamo fare per modificare le impostazioni del routine check? Semplicemente, in base all’uso che se ne fa della distro, possiamo resettare il counter dei mount delle partizioni e indicare la frequenza di mount delle partizioni prima di effetture un ennesimo routine check dei drive.
Vediamo come. Su Internet è possibile trovare la soluzione che ci fa modificare a mano l’ultimo valore di ogni partizione del file /etc/fstab – mai provato poiché rischioso -, oppure possiamo utilizzare un comodissimo comando messo a disposizione.
tune2fs -c <Mount> /dev/sd<LetteraDrive><NumeroPartizione>
Il comando tune2fs prende una serie di parametri, in questo caso sono utili i seguenti:
- <Mount>: indichiamo il numero di mount possibili prima di un routine check;
- <LetteraDrive>: solitamente, se disponiamo di un solo HD, avremo sda, un HD aggiunto prenderebbe il nome sdb, e così via…
- <NumeroPartizione>: un HD è diviso in n partizioni, si può indicare per ogni partizione ogni quanto eseguire il controllo, così da avere maggior libertà di gestione.
Ad esempio, se dovessimo modificare la partizione / (root), non dovremo far altro che individuare HD e numero partizione. GParted potrebbe darci un valido aiuto, o altro software di gestione degli HD equivalente. Se la nostra root si trova nella partizione 6 del nostro primo HD, il valore non potrà che esser questo: /dev/sda6. È opportuno comunque visitare il contenuto della directory /dev/, la quale elenca, tra le altre cose, le partizioni rilevate.

Una volta digitato il comando, potremo chiudere il terminale e proseguire con la nostra attività, consapevoli che il routine check sarà effettuato solamente quando indicato da noi.

